Sostenibilità: abbiamo tre anni per fermare il cambiamento climatico

Sostenibilità: abbiamo tre anni per fermare il cambiamento climatico

È online il nuovo numero del Food Sustainability Report, strumento di sensibilizzazione sulle tematiche legate a cibo e sostenibilità ideato da Fondazione Bcfn (Barilla Center for food and nutrition) e Milan Center for Food Law and Policy. Il documento presenta un’analisi trimestrale volta a monitorare, raccogliere e diffondere notizie e sviluppi nel dibattito internazionale su cibo, nutrizione e ambiente.

“Gli esperti avvertono: il mondo ha solo tre anni per fermare i pericoli del cambiamento climatico”.

Così recita il titolo dell’articolo pubblicato il 29 giugno scorso dal quotidiano inglese The Guardian, che riassume il messaggio contenuto in una lettera aperta firmata da autorevoli esperti internazionali, fra cui la ex responsabile delle Nazioni Unite per il Clima Christiana Figueres, e pubblicata sulla rivista “Nature”.

Il messaggio è a due facce. Da una parte si fa presente l’estrema criticità delle attuali condizioni climatiche del Pianeta

“Quest’anno alcune regioni hanno battuto tutti i record di temperature elevate, dopo che il 2014, 2015 e 2016 erano stati gli anni più caldi della storia” – e si sottolineano “gli effetti peggiori” del cambiamenti in corso (“siccità devastanti, inondazioni, ondate di calore e aumento irreversibile del livello delle acque marine”).

Dall’altra parte, si sostiene che non tutto è perduto, anzi. Figueres afferma:
Siamo ad un passo dalla possibilità di piegare verso il basso la curva delle emissioni entro il 2020, come richiede la scienza, a protezione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e, in particolare, dell’eradicazione della povertà estrema. […]. L’opportunità che ci è data nei prossimi tre anni è unica nella storia”.
Ma per cogliere questa opportunità, concludono i firmatari della lettera, saranno necessari
uno sforzo e un coordinamento senza precedenti da parte di governi, aziende, cittadini e scienziati nei prossimi tre anni”.
È proprio questo quindi l’argomento al centro del n. 2 del Food Sustainability Report, che sottolinea anche l’importanza dell’agricoltura: un’agricoltura sostenibile è una delle armi più efficaci per combattere il cambiamento climatico.

L’importanza di un’agricoltura sostenibile

Oggi l’agricoltura produce il 24% dei gas a effetto serra: più dell’industria, che si ferma al 21%, e dei trasporti, 14% (https://www.epa.gov/ghgemissions/global-greenhouse-gas-emissions-data).

Uno degli indici che concorrono a stilare il Food Sustainability Index è l’Environmental impact of agriculture on the atmosphere (il punteggio va da 0 a 100 e più è basso, più indica una situazione di criticità). Osservando la graduatoria relativa a questo indicatore, si vede quanto lunga sia, per alcuni tra i Paesi più popolosi del mondo (USA compresi), la strada da compiere verso la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera.

Il report sottolinea che uno dei punti critici della sostenibilità dell’agricoltura italiana è proprio l’impatto sulla terra dei mangimi e dei liquami, il campo di intervento e miglioramento oggetto del progetto Life Dop.

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