La parola d’ordine del cibo italiano: sostenibilità

Che il made in Italy sia apprezzato in tutto il mondo, ormai, è una certezza. Ma il cibo tricolore continuerà a scalare la vetta dei consumi internazionali, puntando sulla pesca e l’agricoltura sostenibile, senza dimenticare l’importanza dell’export e dell’e-commerce. Questi i punti principali del report annuale di Confcooperative

Il concetto chiave che guida le scelte dei consumatori è la sostenibilità, la tracciabilità della filiera, il biologico e il rispetto per la natura e la salute. A confermarlo, Confcooperative, che durante l’assemblea “A portata di futuro. Scenari, tendenze e rivoluzioni del cibo che verrà” ha fornito le previsioni dei numeri dell’agroalimentare italiano per i prossimi 30 anni.

È proprio il settore agroalimentare, infatti, a investire maggiormente in Italia nella battaglia per la sostenibilità ambientale: “Basti pensare che 7 cooperative su 10 sono impegnate in diversi progetti: 1 su 2 investe in risparmio d’acqua tra microirrigazione, droni, sensori ed energia elettrica”. C’è poi il riutilizzo dei materiali, senza dimenticare le tecnologie a basso impatto ambientale

Fonte: Gambero Rosso

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